1997 - "Luciano Schifano", Torino
Torino, Galleria Accademia dei Fratelli Barsi
22 novembre - 20 dicembre 1997
Mostra personale. Sono esposte una trentina di opere tra oli, tempere, litografie e pastelli.
Catalogo con testo di Lucio Cabutti
Dalla critica di Lucio Cabutti:
…Schifano ha scritto una volta di aver scelto di vivere dipingendo con un'unica sicurezza: quella di poter così soddisfare, almeno in parte, la sua “unica ragione di vita”. Intorno a questa vocazione centrale della propria esistenza ha poi però sviluppato anche l’attitudine ad avvalersi di molte altre tecniche e a intervenire in diversi altri campi. La sua concezione dell’arte si richiama dichiaratamente a una sintesi antica dei ruoli, quella dell’artigiano di bottega civilmente immerso nel suo far bene il proprio lavoro attraverso ”connubi di tecnica, gesto e invenzione”, esperienza specifica, manualità e ingegno creativo. “Mi sento più un tecnico della pittura che un artista”, ha affermato qualche anno fa prendendo le distanze dal termine difficile come quello di arte, troppo spesso usato a sproposito. “Io salto da una tecnica all’altra con entusiasmo. Se faccio dell’arte lo diranno i posteri. O almeno, diranno che ho voluto bene alla pittura”. Oltre al rispecchiamento di un’alta considerazione dell’arte proiettata fin dall’inizio verso i tempi lunghi di un futuro giudizio storico, queste dichiarazioni testimoniano l’importanza risolutiva di Firenze nella formazione dell’artista. Senza l’impatto con la tradizione della città, con il ricupero umanistico di una complessità dell’individuo filologica e attitudinale, e con la figura dell’artigiano e quella del Maestro, la poetica di Schifano avrebbe assunto una formulazione diversa. Ma nella immagine “multitecnica” ipotizzata e praticata dal pittore entra poi anche in gioco una componente più vicina nel tempo, che accosta l’anima scientifica del Rinascimento alla visione sperimentale dell’avanguardia moderna e postmoderna. La sua stessa delega ai “posteri” del giudizio sul valore del proprio lavoro, come del resto la sua indipendenza deontologica dagli angusti condizionamenti del mercato, costituiscono in realtà due segnali inequivocabili della sua coscienza di operare in una prospettiva mirata a lungo termine nel futuro come nel passato....

Copertina catalogo: cavallo, 1970, olio su tavola, 50x40 cm

Figura seduta, 1983, olio su tela, 23x23 cm

Il piccolo lago, 1994, tempera su carta, 30x26cm

Campi coltivati, 1995, olio, 20x30 cm

Nudo con poltrona, 1987, olio, 23x24 cm

Figura campestre, 1994, tempera, 30x27 cm

Volatile, 1987, tempera, 35x25 cm
