Mostra Schifano a Padova
I DUE SOLI, dal 16 ICS 2000, da "Immaginiamo un tema sacro (Assisi 1982), e dal sacro al profano" S. Croce 1995 e seguenti).
L'attuale mostra è preceduta da una sezione "archeologica", intesa a dare un sintetico quadro storico intorno alla figura del Poverello ed alle sue origini.
Questa premessa si articola iconograficamente in tre momenti:

1)
MERCURIO. L'affresco con figura giovanile del dio pagano Mercurio, protettore dei mercanti e dei medici, costituisce una porzione dell'affresco che ornava una delle pareti lunghe di un vasto ambiente ipogeo (ninfeo?) di un edificio dell'antica Verona, sito appena fuori dalla porta Iovia, sul lato meridionale della via Postumia e databile nella seconda metà del II sec. d.C. Mercurio, raffigurato in gaudente nudità divina, vuole qui essere un'allusione alla vita giovanile del Santo, una vita caratterizzata dall'appartenenza alla classe mercantile, non priva, anche nel Medioevo di quella ricchezza a di quegli agi, ai quali Francesco, nato e cresciuto in una famiglia di ricchi mercanti, rinunciò volontariamente per indossare il saio.

2)
LA PESCA DI SAN PIETRO. Iconografia di epoca imperiale romana, relativa al culto cristiano dei primi secoli della nostra era; si espone la parte sinistra della fronte di un sarcofago di età imperiale romana, con rappresentazione scolpita in rilievo della pesca miracolosa di Pietro (la scena si riferisce al momento iniziale della militanza del futuro Principe degli Apostoli). La porzione di sarcofago marmoreo proviene da Pirri, oggi sobborgo di Cagliari.
3) Materiali provenienti dallo
scavo del Convento delle Clarisse a Cagliari. Si tratta di tre porzioni di importanti vasi di maiolica, risalenti all'epoca della vita del Santo Poverello: i frammenti, di produzione maghrebina e con motivi decorativi simbolici, attestano l'esistenza a Cagliari di una fiorente comunità cristiana nel XIII secolo.
Francesco Nicosia (Ispettore Centrale Archeologo)