Giunge a Padova, dopo Assisi nel 1981 e Firenze nel 1983, la grande mostra di Luciano Schifano dedicata all'interpretazione del messaggio francescano, così ben concepita nel' ottavo centenario della nascita del Santo Patrono d'Italia e intelligentemente aggiornata da altre opere dell'artista e da importanti reperti archeologici che testimoniano le antiche radici dell'iconografia francescana.
La città di Padova, nell' ambito delle manifestazioni legate al Giubileo, in questo scorcio dell'anno che ormai evolve verso il terzo millennio, vuole riconfermare con questo evento l'attualità di tale messaggio che lega indissolubilmente Francesco e Antonio e contemporaneamente far risaltare quell' ideale filo di continuità culturale tra Padova, Assisi e Firenze. Nel campo della storia artistica, da una parte, Giotto crea i suoi capolavori proprio in questi centri urbani compiendo la più importante rivoluzione dell'arte pittorica del Secolo e dall'altra Francesco e Antonio sviluppano, anche se su piani diversi, il più grande messaggio della Cristianità.
Non è solamente il fatto celebrativo o l'importanza religiosa e storica che ha motivato la scelta dell'Amministrazione Comunale, ma bensì la necessità di riproporre con la mostra, ora denominata I due soli, un cammino di omaggio e di reinterpretazione artistica di due grandi personalità come Francesco e Antonio.
Schifano, riscoprendo quei modernissimi ed eterni valori che Francesco e Antonio otto secoli fa a3aciavano al mondo, ripercorre un cristianesimo primigenio che si incentra sullo slancio della fratellanza e, con le caratteristiche pur difficili dell'arte di oggi, ci regala una testimonianza iconografica di grande valore, capace di stimoli esaltanti, di sollecitazioni culturali, di impegno morale e civile di grande condivisione.
D'altra parte Schifano, figlio della contemporaneità, costruisce una sua poetica dentro le vestigia della civiltà occidentale, antica e moderna, tendendo a quell'universalità che guarda più al futuro che al passato, in un crogiolo di etnie, di modelli comunicativi e di valori. Schifano è un uomo schivo, riservato, autenticamente conciso e come artista è lontanissimo da ogni enfasi: preferisce che siano le opere a parlare e comunicare attraverso la loro qualità espressiva. "Sono di carattere francescano" conferma, con grande umiltà, ogni qual volta si tenti un approccio dialettico.