I dipinti di Luciano Schifano nascono come segni della memoria: è una ricerca del mitico paesaggio, e la riscoperta del tempo di Francesco, che però, spesso, si consuma in un vagabondaggio senza meta, in un faticoso ma gioioso andare e riandare in cerca di un mondo perduto. Perché la realtà dolente di Schifano non esiste e il viaggio a ritroso nel tempo si configura come in una favola ancora tutta da raccontare e dipingere.
San Francesco, dunque, rappresenta il modello cristiano da imitare, non solo nell'arte ma anche nella vita.
L'artista, il poeta, in questo caso, ha dedicato gran parte della propria vita, proiettando se stesso in un'opera d'avanguardia, e con ciò dando nascita a un mondo popolato da personaggi e creature care alla fede in Cristo.
Ora questo mondo di Luciano esiste nei suoi dipinti, nella sua fantasia, è fatto di uomini e cose, dolci e riposanti, che l'artista ha formato e creato a sua immagine e somiglianza, della sua essenza.
Ma la "fuga" dalla realtà esistenziale, per Schifano, è vivere per conto suo, è nello stesso tempo, vivere per la creatura di Dio: l'uomo.
Gianni Conti