L'occasione per la nuova opera era un altro centenario, il settimo della fondazione della basilica francescana ch'è - tra le grandi chiese di Firenze - la più cara al cuore degli italiani perché vi riposano Machiavelli, Galilei, Alfieri, Gentile ed altri fra i grandi della nostra gente.
E questa è una delle principali caratteristiche di Schifano: un'arte che sa farsi artigianato nel senso più alto e pieno del termine, un'arte tutta intessuta di valori concreti, spirituale ma tutt'altro che concettuale o intellettuale. Un'arte-artigianato-artificio, che nel trionfo dei suoi colori e nella versatilità delle sue invenzioni tecniche sembra quasi conferire eloquenza a un artista ch'è invece schivo, tendente quasi al taciturno, amante della laboriosità della sua bottega domestica ben più che delle luci della ribalta.
Pare quasi che Schifano - ad onta d'un riserbo ch'è così tipicamente suo e che quasi confina con la timidezza - non cerchi se non il confronto con i grandi. Francesco non è stato se non di rado oggetto delle attenzioni dei Maestri, dopo la breve felice stagione di Cimabue e di Giotto. Una sfida in più, che l'artista di Sabratha - ormai da tanti anni fiorentino - porta proprio nel cuore delle cittadelle artistiche del Duecento. Ad Assisi, do-ve può misurarsi con lo straordinario ciclo di affreschi della Basilica Superiore; in Santa Croce, a un passo dalla Cappella Bardi. Il confronto farebbe tremar le vene e i polsi a chiunque, e anche a lui: ma, nonostante tutto, egli lo affronta e si rivela all'altezza di reggerlo.

Dopo Assisi e Firenze, Padova è una delle città d'Italia più sacre, più care agli italiani e ai cristiani. La città del Santo, di quell'Antonio ch'era discepolo e seguace di Francesco, ma che Francesco amava e ammirava in un modo tutto speciale. Un trittico di grandi centri d'arte e di cultura, visitato dall'arte di Schifano.

Un'arte forte, dal linguaggio chiaro eppur difficile. La critica è stata generosa con l'artista: eppure egli - nella sua mitezza davvero francescana - non sembra esserne mai stato del tutto soddisfatto.